Certo, è tutto un complotto!
Io me lo immaginavo che mister B. applicasse la vecchia regola "la miglior difesa è l'attacco", è ovvio lo ha sempre fatto, perché smentirsi proprio adesso?
Il problema non è tanto questo suo atteggiamento oramai consolidato e prevedibile (per tutti tranne che per il PD), ma le conseguenze che adesso più che mai può avere.
Parlo degli animi già caldi che questo suo schifoso modo di fare contribuisce a rendere bollenti, lui, il bue super cornuto aizzatore che da sempre del cornuto all'asino, ha indossato per l'ennesima volta sopra la sua finta faccia di plastica la sua vera faccia, quella di bronzo!
Incredibile, a nessuno viene in mente di farla notare questa piccolezza? Perché?
Perché diavolo non c'è nessuno che dice ATTENZIONE! Poi magari dopo il gesto di un folle si cercano i colpevoli, quelli che hanno premeditato tutto, quelli che hanno creato il clima d'odio....pazzesco...ora più che mai secondo me è chiaro chi lo sta creando il clima d'odio e di tensione. Bisognrebbe che ci fosse qualcuno che tutti i santi giorni queste cose le facesse notare. Bisognrebbe che ci fosse qualcuno che tutti i santi giorni dicesse, ok, avete visto come fanno, pazienza, noi parliamo dei problemi reali della vita di tutti i giorni.Bisognrebbe che ci fosse qualcuno che tutti i santi giorni ci ricordasse di chi è in cassa integrazione o ha perso il lavoro. Bisognrebbe che ci fosse qualcuno che tutti i santi giorni lavorasse davvero per il bene del paese e non per il bene di quattro stronzi!
venerdì 12 marzo 2010
giovedì 11 marzo 2010
A come Amore

Ed ecco che il partito dell'AMMMMMOre rispunta fuori in tutta la sua vitalità ed allegria! I fomentatori, gli agitatori e i calunniatori sono avvisati: il partito dell'AMMMMMORE non si farà soggiogare, non si farà mettere i bastoni rta le ruote nella sua marcia trionfale verso la vittoria alle elezioni regionali, caos o non caos delle liste! E chi se ne frega se ci sono stati degli errori? L'importante è presentarsi con la faccia di bronzo e scaricare la colpa sugli altri, addirittura sui radicali, perché magari se per l'ennesima volta fossero stati i comunisti forse qualcuno avrebbe capito che era una cazzata a questo giro...e invece no! c'è sempre un capro espiatorio per l'occasione!
Ma l'AMMMMORE trionfa sempre, come sembra abbia detto il ministro bodyguard I.LaRissa al povero freelance che si permetteva di fare delle domande, mentre lo strattonava e gli metteva le mani in faccia, per accarezzarlo, eh, ci mancherebbe altro, cosa pensavate?
mercoledì 3 marzo 2010
Di Girolamo
Commento di Di Girolamo dopo le sue dimissioni:
"Non ho portato in Parlamento la mafia!"
La mafia commenta:
"Eh se s'aspettava te!!!"
"Non ho portato in Parlamento la mafia!"
La mafia commenta:
"Eh se s'aspettava te!!!"
mercoledì 3 febbraio 2010
TELECOM ITALIA - TELEFONICA SPAGNA
Dal blog di Beppe Grillo:
Atto primo: Telecom Italia patteggia per le intercettazioni eseguite su migliaia di italiani sotto la gestione Tronchetti. Un obolo, solo 7 milioni. Negli Stati Uniti Telecom avrebbe fatto causa a Tronchetti e a Buora che sarebbero in galera con Tavaroli e Cipriani.
Atto secondo: il tronchetto diventa presidente di Mediobanca, la più importante banca d'affari del Paese. Per uno che ha ridotto la Telecom in cenere è il posto giusto per finire il lavoro. Consigliere di amministrazione di Mediobanca rimane sempre Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, ottenuta dal padre grazie alla corruzione dei giudici.
Atto terzo: il plurimputato Cesare Geronzi diventa presidente delle Assicurazioni Generali con il supporto di Berlusconi. Le Assicurazioni Generali sono una potenza economica, la prima assicurazione italiana con partecipazioni nazionali e internazionali ovunque.
Atto quarto: Telecom viene venduta a Telefonica, la società di telecomunicazioni spagnola. Tecnicamente è una fusione, in pratica è una cessione. Prima della svendita del merchant banker D'Alema ai capitani coraggiosi Colaninno e Gnutti, che acquistarono l'azienda a debito, era Telecom che poteva comprare Telefonica. 10 anni dopo il Paese è andato a puttane e il rapporto Telecom/Telefonica si è invertito anche grazie al tronchetto che vendette parti strategiche e assett di Telecom uno dopo l'altro, persino a sé stesso come avvenne con gli immobili ceduti a Pirelli Re Estate e invece di usare i dividendi per ridurre il debito e fare investimenti, li incassò insieme ai soci uniti a favolose stock options. Telecom ha oggi una capitalizzazione di 14,5 miliardi contro gli 83 di Telefonica. Il suo titolo è precipitato negli ultimi 8 anni e ha debiti per 35 miliardi di euro, quasi pari al fatturato. Insomma deve vendere per non fallire.
Atto quinto: Telefonica non potrà disconoscere il patteggiamento di Telecom per le intercettazioni (arrivato un istante prima dell'annuncio della fusione...) e il tronchetto non avrà più nulla da temere.
Tutto previsto, i cialtroni hanno questo di bello: sono prevedibili. Anticipai la vendita a Telefonica il 4 agosto 2008. Era l'unico possibile salvagente per non mettere in liquidazione l'azienda e sulla strada 70.000 persone.
Lo scrissi anche a Franco Bernabè il 16 dicembre 2008 : "Lei sa bene chi ha distrutto il valore della Telecom. Conosce i nomi dei responsabili, dei politici e degli imprenditori con le pezze al culo. Non completi la loro opera. Li denunci, chieda loro un cospicuo risarcimento in qualità di amministratore (le carte le ha), venda a Telefonica (tanto prima o poi succederà) e si ritiri nella sua Vipiteno."
Bernabè rispose il 23 dicembre 2008 in una lettera in cui diceva: "Il mio obiettivo è di fare di Telecom Italia quello che avrebbe già dovuto essere dopo 10 anni di liberalizzazione: l’asse portante della modernizzazione di questo Paese. Il resto lo lascio alla Magistratura, per ciò di cui è competente, e agli Azionisti, che stanno supportando questo sforzo anche loro non senza sacrifici. Quindi mi spiace deluderla, non venderò a nessuno, e soprattutto voglio ritirarmi a Vipiteno, o magari altrove se lei me lo consente, solo quando avrò finito il mio lavoro."
Ecco, ora che ha finito il suo lavoro (quale?), che i precedenti amministratori sono liberi, ricchi, impuniti e promossi e che Telecom sarà venduta (guarda caso) a Telefonica, è veramente giunto il momento di ritirarsi a Vipiteno.
Chissà se Sgarbi pensa sempre lo stesso di Grillo, sicuramente sì, ma anche a questo giro ha avuto ragione lui! Eh si Vittorio, e gli imbecilli che lo stanno ad ascoltare aumentano sempre di più sai, mentre a te non ti ascolta quasi più nessuno!!!
http://www.youtube.com/watch?v=VWYZJdtgS2Q&NR=1&feature=fvwp
Atto primo: Telecom Italia patteggia per le intercettazioni eseguite su migliaia di italiani sotto la gestione Tronchetti. Un obolo, solo 7 milioni. Negli Stati Uniti Telecom avrebbe fatto causa a Tronchetti e a Buora che sarebbero in galera con Tavaroli e Cipriani.
Atto secondo: il tronchetto diventa presidente di Mediobanca, la più importante banca d'affari del Paese. Per uno che ha ridotto la Telecom in cenere è il posto giusto per finire il lavoro. Consigliere di amministrazione di Mediobanca rimane sempre Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, ottenuta dal padre grazie alla corruzione dei giudici.
Atto terzo: il plurimputato Cesare Geronzi diventa presidente delle Assicurazioni Generali con il supporto di Berlusconi. Le Assicurazioni Generali sono una potenza economica, la prima assicurazione italiana con partecipazioni nazionali e internazionali ovunque.
Atto quarto: Telecom viene venduta a Telefonica, la società di telecomunicazioni spagnola. Tecnicamente è una fusione, in pratica è una cessione. Prima della svendita del merchant banker D'Alema ai capitani coraggiosi Colaninno e Gnutti, che acquistarono l'azienda a debito, era Telecom che poteva comprare Telefonica. 10 anni dopo il Paese è andato a puttane e il rapporto Telecom/Telefonica si è invertito anche grazie al tronchetto che vendette parti strategiche e assett di Telecom uno dopo l'altro, persino a sé stesso come avvenne con gli immobili ceduti a Pirelli Re Estate e invece di usare i dividendi per ridurre il debito e fare investimenti, li incassò insieme ai soci uniti a favolose stock options. Telecom ha oggi una capitalizzazione di 14,5 miliardi contro gli 83 di Telefonica. Il suo titolo è precipitato negli ultimi 8 anni e ha debiti per 35 miliardi di euro, quasi pari al fatturato. Insomma deve vendere per non fallire.
Atto quinto: Telefonica non potrà disconoscere il patteggiamento di Telecom per le intercettazioni (arrivato un istante prima dell'annuncio della fusione...) e il tronchetto non avrà più nulla da temere.
Tutto previsto, i cialtroni hanno questo di bello: sono prevedibili. Anticipai la vendita a Telefonica il 4 agosto 2008. Era l'unico possibile salvagente per non mettere in liquidazione l'azienda e sulla strada 70.000 persone.
Lo scrissi anche a Franco Bernabè il 16 dicembre 2008 : "Lei sa bene chi ha distrutto il valore della Telecom. Conosce i nomi dei responsabili, dei politici e degli imprenditori con le pezze al culo. Non completi la loro opera. Li denunci, chieda loro un cospicuo risarcimento in qualità di amministratore (le carte le ha), venda a Telefonica (tanto prima o poi succederà) e si ritiri nella sua Vipiteno."
Bernabè rispose il 23 dicembre 2008 in una lettera in cui diceva: "Il mio obiettivo è di fare di Telecom Italia quello che avrebbe già dovuto essere dopo 10 anni di liberalizzazione: l’asse portante della modernizzazione di questo Paese. Il resto lo lascio alla Magistratura, per ciò di cui è competente, e agli Azionisti, che stanno supportando questo sforzo anche loro non senza sacrifici. Quindi mi spiace deluderla, non venderò a nessuno, e soprattutto voglio ritirarmi a Vipiteno, o magari altrove se lei me lo consente, solo quando avrò finito il mio lavoro."
Ecco, ora che ha finito il suo lavoro (quale?), che i precedenti amministratori sono liberi, ricchi, impuniti e promossi e che Telecom sarà venduta (guarda caso) a Telefonica, è veramente giunto il momento di ritirarsi a Vipiteno.
Chissà se Sgarbi pensa sempre lo stesso di Grillo, sicuramente sì, ma anche a questo giro ha avuto ragione lui! Eh si Vittorio, e gli imbecilli che lo stanno ad ascoltare aumentano sempre di più sai, mentre a te non ti ascolta quasi più nessuno!!!
http://www.youtube.com/watch?v=VWYZJdtgS2Q&NR=1&feature=fvwp
mercoledì 27 gennaio 2010
La "BOMBA" di Libero e Il Giornale
Questi due splendidi quotidiani, questi due esempi di libertà, paladini della giustizia ecc... ecc.... stanno portando avanti una campagna denigratoria durissima nei confronti di Antonio Di Pietro, accusandolo addirittura di essere un uomo della CIA. Si, avete capito bene, quest'uomo qua agente della CIA:

Allora mi dispiace ma devo fare auting: ebbene sì, ecco la mia vera identità
, il mio nome è BOND, JAMES BOND!

Allora mi dispiace ma devo fare auting: ebbene sì, ecco la mia vera identità
, il mio nome è BOND, JAMES BOND!
giovedì 21 gennaio 2010
Ma siamo sicuri di aver toccato il fondo?
Io pensavo di aver esagenrato col mio post sulla riabilitazione di Mussolini, ma, evidentemente, mi sbagliavo. Leggete qua:
Provocazione di Costanzo, a Roma una via per Nerone
Il giornalista televisivo: l'imperatore fu vittima di un gossip storico
ROMA - Un imperatore vittima di un antico gossip e di maldicenze che lo vogliono incendiario quando invece si è trattato solo di un errore. Una rilettura storica, quella di Maurizio Costanzo, che riabilita l'imperatore romano Nerone da sempre conosciuto come colui che incendiò Roma.
E che per questo dice: "non darò tregua al sindaco di Roma finché non gli dedicherà almeno un vicolo". Perché la sua figura abbia giustizia, per Maurizio Costanzo "bisogna dare il suo nome a una via della capitale, una viuzza, una strada chiusa, non importa anche in estrema periferia". Inizialmente sembrava una provocazione quella che è arrivata dal giornalista durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative del Comune contro il bullismo e per la rivalutazione delle periferie. Invece Costanzo ha spiegato di "aver detto al sindaco, qualche mese fa, che quest'estate durante lo spettacolo organizzato Gianni Alemanno dovrà annunciare l'intitolazione di Vicolo Nerone".
Il sindaco, dal canto suo, ha chiarito che si tratta "di un'idea di Costanzo" e ha spiegato di non aver dato "nessun assenso". Per il primo cittadino, che si è detto "perplesso" bisogna prima parlare con gli storici e gli uomini di cultura. Per Costanzo nessun problema: "Parliamo con gli storici e con chi vuole ma, all'amico Alemanno non darò tregua, non deve essere vittima anche lui dei pettegolezzi e dell'infamia di cui é stato coperto Nerone". Costanzo ha parlato dell'imperatore romano come di un uomo dedito alla cultura che erroneamente diede fuoco a casa sua e che ebbe da questo evento duemila anni di cattiverie.
Adesso è il momento della sua riscossa: "Vicolo Nerone gli ridarà l'onore che merita". A dargli ragione il presidente della commissione cultura del Campidoglio Federico Mollicone. "E' giusto rivalutare la figura di Nerone perché vittima di un'imprecisa e falsa damnatio memoriae, ma esiste già la Domus Aurea all'interno del parco archeologico del Colle Oppio", ha spiegato. "Semmai - ha continuato - un modo per onorarlo sarebbe quello di riqualificare tutto il parco purtroppo ancora in stato di forte degrado. Auspichiamo venga inserito nel piano interventi straordinari già previsti nell'area di Fori".
Provocazione di Costanzo, a Roma una via per Nerone
Il giornalista televisivo: l'imperatore fu vittima di un gossip storico
ROMA - Un imperatore vittima di un antico gossip e di maldicenze che lo vogliono incendiario quando invece si è trattato solo di un errore. Una rilettura storica, quella di Maurizio Costanzo, che riabilita l'imperatore romano Nerone da sempre conosciuto come colui che incendiò Roma.
E che per questo dice: "non darò tregua al sindaco di Roma finché non gli dedicherà almeno un vicolo". Perché la sua figura abbia giustizia, per Maurizio Costanzo "bisogna dare il suo nome a una via della capitale, una viuzza, una strada chiusa, non importa anche in estrema periferia". Inizialmente sembrava una provocazione quella che è arrivata dal giornalista durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative del Comune contro il bullismo e per la rivalutazione delle periferie. Invece Costanzo ha spiegato di "aver detto al sindaco, qualche mese fa, che quest'estate durante lo spettacolo organizzato Gianni Alemanno dovrà annunciare l'intitolazione di Vicolo Nerone".
Il sindaco, dal canto suo, ha chiarito che si tratta "di un'idea di Costanzo" e ha spiegato di non aver dato "nessun assenso". Per il primo cittadino, che si è detto "perplesso" bisogna prima parlare con gli storici e gli uomini di cultura. Per Costanzo nessun problema: "Parliamo con gli storici e con chi vuole ma, all'amico Alemanno non darò tregua, non deve essere vittima anche lui dei pettegolezzi e dell'infamia di cui é stato coperto Nerone". Costanzo ha parlato dell'imperatore romano come di un uomo dedito alla cultura che erroneamente diede fuoco a casa sua e che ebbe da questo evento duemila anni di cattiverie.
Adesso è il momento della sua riscossa: "Vicolo Nerone gli ridarà l'onore che merita". A dargli ragione il presidente della commissione cultura del Campidoglio Federico Mollicone. "E' giusto rivalutare la figura di Nerone perché vittima di un'imprecisa e falsa damnatio memoriae, ma esiste già la Domus Aurea all'interno del parco archeologico del Colle Oppio", ha spiegato. "Semmai - ha continuato - un modo per onorarlo sarebbe quello di riqualificare tutto il parco purtroppo ancora in stato di forte degrado. Auspichiamo venga inserito nel piano interventi straordinari già previsti nell'area di Fori".
martedì 19 gennaio 2010
RIABILITAZIONI

A parte il suo folle programma interventista, nazionalista, autoritario e radicale, a parte gli atti di squadrismo e d'intimidazione politica del Partito Nazionale Fascista, a parte la marcia su Roma, la dittatura, le leggi raziali, l’invasione dell’Etiopia, l’appoggio dato al regime di Franco in Spagna e il patto d’acciaio con la germania nazista di Hitler con la conseguente entrata in guerra al suo fianco, a parte tutto queste quisquilie, ma avete visto o no quanto è bello il Foro Italico? Lo sapevate che fu fondato da lui? E lo stadio Artemio Franchi di Firenze? BELLISSIMO! E tutti gli edifici scolastici realizzati sotto il suo governo? Per non parlare delle stazioni ferroviarie, meraviglie architettoniche!!! Diciamoci la verità: oggi i nostri politici sono niente in confronto! Chi mai sarebbe in grado di realizzare tutte le grandi opere che sono state realizzate sotto il suo governo? Nessuno! Quindi altro che Bettino Craxi, riabilitiamo MUSSOLINI! Il vero, unico, più grande, anzi grandioso statista italiano degli ultimi 150 anni!
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