Barcellona, 15 giugno 2010 Mi alzo tranquillo e beato dopo una bella dormita. Sono le 7 di mattina e il sole già splende in questo caldo 15 giugno. Faccio colazione con calma mentre guardo il telegiornale, le notizie economiche sono rassicuranti, la Spagna vola! Niente morti per pirati della strada, niente assassini famosi di cui si parla per intere settimane, niente processi mediatici, queste notiziette sono relegate ai giornaletti di cronaca locale. Si parla molto, invece, di politica estera: si parla del Tibet finalmente libero, del rilancio dell'economia mondiale, dell'uscita dell'America dall'Iraq, dell'India che cessa la corsa agli armamenti, del debito Africano pian piano estinto, e di tante altre interessanti notizie culturali. Decido di alzarmi per andare a vestirmi quando il TG passa l'ultima notizia: "Italia: Berlusconi assolto dal reato di corruzione di Pubblico Ministero perché il fatto non costituisce più reato grazie ad una sua legge del marzo 2010. Forti scontri tra i manifestanti e la polizia fuori dal Parlamento al termine della lettura dell’assoluzione. Il bilancio parla di venti feriti, e per fortuna non è successo come nell’ultima manifestazione quando la polizia ha pestato a morte due giovani precari che protestavano contro il terzo condono del ministro Tremonti."Vorrei telefonare subito ai miei amici, ma tanto so già che non saprebbero dirmi nulla di preciso; l'informazione italiana è ormai ridotta al lumicino: la RAI ha perso due reti su tre e Mediaset ha ormai il monopolio assoluto dell'informazione radiotelevisiva. Dopo l'acquisto de "La 7", anche lei alla fine inghiottita dentro mediaset come un piccolo pesce che viene mangiato da uno squalo, le reti televisive controllate dalla Fininvest ammontano a sei! Per quanto riguarda la carta stampata la maggior parte dei giornali ha chiuso, dopo i primi "moti rivoluzionari" del 25 aprile 2009, quando la gente è scesa in piazza a protestare e sono state date alla fiamme ben quindici sedi di giornali nazionali. Le uniche testate rimaste adesso hanno le proprie sedi sorvegliate notte e giorno dai militari. Comunque questi ora sono problemi lontani per fortuna, anche se sarei voluto restare davvero in Italia due anni fa, ma come facevo a dare un futuro ai miei due figli? Mi avvicino alla finestra, osservo il cielo del mattino e penso al giorno in cui potrò tornare a casa, al giorno in cui finalmente qualcosa cambierà, al giorno in cui il 48% degli italiani si sveglierà dal coma profondo e deciderà finalmente di smettere di credere alle fantasie di un uomo che, nel bene (suo) e nel male (nostro) ha condizionato un ventennio (guarda che coincidenza, chi vuol capire capisca....) della vita politica italiana.





2 commenti:
mi ricorda molto un racconto breve di stefano benni(o benny...non ricordo)che mi è capitato di leggere ultimamente("una soluzione civile")che a sua volta mi linkava la mente al "progetto piano di rinascita " di gelli...molto interessante l'ho letto con piacere per ben 3 volte...
Yuri.
Grande!
Grazie mille!
Posta un commento