L'intervento di Marco Travaglio in diretta streaming è stato molto interessante, come sempre, inutile dirlo! Vorrei sottolineare qua tre passaggi che mi hanno, più di tutti, colpito e in parte nauseato.- Paolo Ruffini, direttore del TG3 - Ma che bel personaggino! Sapevo che aveva collaborato alla chiusura di RAIOT, il programma di Sabina Guzzanti, ma è veramente interessante quello che Travaglio racconta in più su di lui, sentiamo un pò: "Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. La Loggia che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Paolo Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle."
- D'Avanzo, "giornalista" de La Repubblica - Questo è un uomo di uno spessore smisurato, autore di pezzi storici di giornalismo, un candidato al premio Pulizer, senza ombra di dubbio! "D'Avanzo ha addirittura insinuato in un articolo mellifluo che io [Travaglio dicet] mi fossi fatto pagare le vacanze estive del 2002 o del 2003 da un signore che è stato poi condannato per mafia e che io non ho mai visto, né conosciuto, né sentito nominare. Poi, però, ha scritto "chi potrebbe credere a questa cosa?". Forse è il primo caso di un giornalista che nella riga sopra scrive una notizia e in quella sotto "ma nessuno ci crede!". Ma se nessuno ci crede perché la scrivi? Perché non la verifichi? Perché non fai il tuo mestiere?" Insomma, nel suo giornale, Eugenio Scalfari, dimostra ogni giorno di più di saper scegliere bene i suoi collaboratori, di promuovere la cultura della verità e di essere al di sopra dei poteri forti.
- Il Giornale - Ma questa non è una novità. Ecco un articolo simbolo del giornalismo sano e serio: "Travaglio si discolpa su Repubblica: 'Ho pagato io quella vacanza'". Il titolo è già interessante: "si discolpa" [Travaglio dicet]. Ma di che? Io non mi discolpo di niente, non ho fatto niente! Ho raccontato le mie vacanze proprio perché non ho niente da nascondere, mentre a dieci giorni da "Che tempo che fa" l'unico che non ha ancora spiegato è il presidente del Senato. Anche perché spontaneamente non lo farà mai. Ci vorrebbe un giornalista che gli mettesse un microfono sotto il naso e gli facesse la domanda sulla Siculabroker, sul comune di Villabate e sulle sue consulenze. Ma purtroppo non è accaduto. L'unico che gli ha messo sotto il naso il microfono è stato un giornalista del TG1 che, sdraiato carponi, gli ha chiesto: "Presidente, come agevolare il dialogo tra destra e sinistra?". Il presidente, naturalmente, ha risposto che il dialogo è importante. Meglio del dialogo che ha visto in questi giorni: è stato baciato da Anna Finocchiaro con grande trasporto. Non se lo poteva immaginare. Seconda domanda: "Anna Finocchiaro l'ha difesa, è contento?" E qui, dice Travaglio, finiscono le domande e finisce l'intervista del prode giornalista che, sempre carponi carponi, "con la faccia sotto i suoi piedi e lui che si può anche muovere" , come direbbero Benigni e Troisi, non si azzarda a chiedere nulla del passato scomodo della NOSTRA seconda carica dello Stato .
Grazie di questi bellissimi esempi.
Meno male che c'è gente come Marco Travaglio.
Comunque per impedire che ci piscino addosso dobbiamo prima smettere di credere che invece sta piovendo!
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