VITTORIO MACIOCE!
Ecco qua, un altro editorialista de 'Il Giornale'. Grandissimo!
Nel suo editoriale di stamani esordisce così:
"Viene quasi da ridere, in questo ventunesimo secolo dove la realtà è una macedonia di frammenti, la sinistra porta il nome e il cognome di un ex poliziotto: Tonino Di Pietro. Basta poco per raccontare il miracolo veltroniano. Basta questo. "
E io, caro Vittorio, ti stoppo subito; eh sì, perché è evidentissimo il tuo scopo.
La frase "la sinistra porta il nome e il cognome di un ex-poliziotto" è una delle idiozie più grandi degli ultimi anni, ma è anche, se vogliamo, comprensibile, da parte di chi ha una paura fottuta del Tonino acceso, come lo chiama lui.
Identificare l'Italia Dei Valori con la sinistra è un chiaro tentativo di fare di tutta l'erba un fascio. Perché? Perché il Cavaliere ha sempre avuto vita facile contro la sinistra, che è sempre stata un nemico evidente, conosciuto e ben individuabile, quindi facilmente colpibile. Ora che l'ha definitivamente affondato, cerca di dirigere i cannoni verso un nuovo nemico, ma si trova di fronte ad un problema: qual'è l'elettorato dell'IDV? Come si individua questo nuovo nemico da abbattere? Risposta: si cerca di identificare anche quest’ultimo o come la sinistra che rimane, oppure come la nuova sinistra, oppure come un partito in cui è confluita la ex sinistra delusa e abbattuta (come del resto ha fatto la DC quando è confluita in Forza Italia!)
Ma io dico no, assolutamente no, caro il mio maciocino! Anche se forse sono l’unico che ti risponde e anche se la mia risposta rimarrà assolutamente invisibile , te lo voglio ugualmente urlare in faccia. Sono sicuro che l’IDV è fatto di persone oneste, punto. Non c’è destra o sinistra, non c’è la vecchia concezione di fare politica, non c’è la puzza di vecchio come c’è negli altri partiti. C’è la voglia di cambiamento, di rinascimento, di fare qualcosa di diverso, di invertire la rotta che sta portando questo vecchio barcone Italia contro uno scoglio enorme che ci trasformerà in un novello Titanic!
Ma lui questo non lo può dire, anche se lo sa, ma addirittura aggiunge:
“Il guaio è che questa sinistra moribonda si è lasciata succhiare il sangue, giorno dopo giorno, da un vampiro giacobino. Quello che resta, a sinistra, è Di Pietro, le sue manette, le sue piazze di comici e saltimbanchi, l’astio, il livore, le parole sempre più grezze e grosse, l’astuzia contadina, il giustizialismo. È lui l’opposizione. È la sua voglia di guerra civile. È l’antiberlusconismo come religione. Lo dice anche Di Pietro: «Noi siamo l’unica opposizione rimasta nel Paese. Quando uno non decide se essere maschio o femmina finisce per non essere nessuno». Questa è la filosofia dell’uomo di Montenero di Bisaccia (con buona pace dell’identità gay). Ecco, alla fine Veltroni è rimasto nudo, orfano delle sue maschere. Sono caduti uno alla volta tutti i suoi vestiti, come foglie d’autunno: via Obama, via Kennedy, via Clinton, Blair, Martin Luther King, Gandhi, via anche Madre Teresa di Calcutta, via il missionario, via l’Africa, via tutto. È rimasto solo lui, la maschera non voluta, l’uomo che ha cannibalizzato i suoi voti, le sue tante identità, la sua visione del mondo. È rimasto il poliziotto, il pubblico ministero, quello con l’indice alzato e la forca all’orizzonte. Veltroni è riuscito a cancellare anche l’odore della sinistra. È questo il suo più grande, paradossale, assoluto fallimento. Sognava Obama e ha partorito Di Pietro. Qui finisce l’avventura di Walter Veltroni. Lui magari andrà in Africa e lascia l’Italia con un Tonino acceso tra le mani.”
Si, certo, e sono sicuro che quel Tonino acceso vi brucerà presto il culo a tutti voi servi dell’unico padrone!
mercoledì 18 febbraio 2009
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