lunedì 9 febbraio 2009

PAR CONDICIO

Per "par condicio" pubblico anche il CV di Claudio Martelli. Non so che dire, giudicate voi, ma a me sembra che il paragone non regga. Martelli sarà anche un uomo colto, forbito e intelligente, ma non penso che abbia gestito la sua vita come l'ha gestita Genchi.
Ecco qua:

Liceo classico Giosuè Carducci di Milano (lo stesso frequentato da Bettino Craxi)
Laureato in lettere e filosofia, ha lavorato come assistente nella stessa facoltà di Filosofia dell'Università di Milano.

Aderisce all'unità socialista nel 1966 e comincia la carriera nei quadri locali milanesi socialisti. Viene chiamato a Roma da Bettino Craxi nel 1976, lascia la carriera accademica ed entra nella direzione nazionale del Partito Socialista Italiano.
Nel 1979 viene eletto deputato nel collegio di Mantova e Cremona.

Nel 1984 al congresso di Verona diviene vicesegretario unico. È eletto al Parlamento Europeo nel collegio di Roma, Firenze, Perugia, Ancona.

Nel luglio 1989 diviene vicepresidente del Consiglio dei Ministri del governo Andreotti, e nel 1991 ministro di Grazia e Giustizia.
Come Guardasigilli Martelli diventa il principale sostenitore del magistrato Giovanni Falcone, che viene da lui chiamato a dirigere l'Ufficio affari penali. In quel periodo Martelli e Falcone lavorarono al progetto della Superprocura antimafia.

Durante Tangentopoli, nel 1993, Martelli è candidato ad assumere la guida del PSI, ma a seguito di un avviso di garanzia - per concorso sulla bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano, da cui il PSI aveva attinto il "conto protezione" su cui per quindici anni i giudici di Milano avevano invano indagato, fino alle decisive chiamate in correità di Licio Gelli e Silvano Larini - il 10 febbraio si dimette da ministro della Giustizia.
Successivamente, fonderà l'associazione umanitaria Opera e quella civile Società Aperta nel 1996. Diventa direttore di Mondoperaio nel 1997.

Durante lo scandalo Tangentopoli, è stato anche condannato, dopo aver confessato, per aver ricevuto 500 milioni di lire nel caso della maxitangente Enimont.


Nel 1998 è consulente del Ministro Livia Turco nella commissione per le politiche d'integrazione degli immigrati e della consulta degli immigrati, incarico da cui si dimette a seguito di divergenze politiche con il governo.

È eletto eurodeputato nel 1999 per lo SDI nella circoscrizione Marche-Umbria-Toscana-Lazio. Esce dallo SDI nel 2000 e successivamente aderisce al Nuovo PSI. È espulso di conseguenza dal gruppo socialista al Parlamento Europeo ed entra in quello liberaldemocratico.

Nel 2001 fonda assieme a Gianni De Michelis e Bobo Craxi il Nuovo PSI, di cui diventa portavoce. Abbandona la politica ancora una volta nel 2005, stavolta definitivamente.

Nel 2005 conduce i programmi televisivi Claudio Martelli racconta e L'incudine su Italia 1. Dallo stesso anno, cura una pagina di editoriale sul settimanale Oggi.

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