mercoledì 27 maggio 2009

Se fossi Dario risponderei così....

Voglio provare io a rispondere alle 10 domande che Michele Brambilla de "Il Giornale" ha posto a Dario Franceschini. Potrebbe sembrare un'assurdità, ma lo voglio fare per capire la qualità di queste domande, nel senso che se riesco a rispondere io per lui, figuriamoci se non può farlo il diretto interessato!
Ecco le domande:
1. Lei viene dalla Dc, e ora è il leader di un partito che mette insieme gli ex democristiani con gli ex comunisti. Niente da obiettare. Ma le chiediamo se lei ricorda come, per decenni, il Pci usò contro la sua Dc la tecnica dell’illazione, del sospetto non provato, dell’accusa demonizzante. Provi a sfogliare la raccolta dell’Unità e guardi che cosa scriveva della Dc. Che Andreotti era un mafioso. Che Moro era Antilope Cobbler. Che le stragi erano gestite dal ministero degli Interni. Anche allora, come oggi, zero prove. Che cosa pensava allora, lei democristiano, di quel modo di fare politica?
RISP. Diciamo subito che il Brambilla non parte molto bene, perché affermare che non ci sono le prove (ZERO PROVE dice) quando si parla del fatto che Andreotti sia stato un mafioso non è corretto, anzi, è negare una sentenza che dice che Andreotti ha avuto contatti con la mafia almeno fino al 1980, rapporti per i quali non può essere condannato per prescrizione e dal 1980 in poi non ci sono prove a sufficienza! Poi c’è la teoria del doppio stato, e lo sanno tutti a cosa mi riferisco, basti pensare al rapimento di Moro! Quindi diciamo che in quel clima politico il PCI utilizzava, magari troppo pesantemente, la tecnica dell’illazione, questo è vero, ma è anche vero che aveva molte ragioni per farlo e i fatti degli anni ’90 gli danno ragione.
Poi diciamo che qui non ci sono illazioni, ma solo semplici domande a cui dare una risposta, la quale risposta se non arriva crea allora sì a cagione il sospetto!!!

2. Lei è cattolico, onorevole. Ha presente che cosa è scritto nel Vangelo riguardo a «mormorazione, ingiuria e calunnia»? Le segnalo Matteo 5, 21-22. La calunnia è equiparata all’omicidio.
RISP. Mormorazione? Ingiuria? Calunnia? Non mi pare che abbiamo mai puntato il dito contro nessuno, abbiamo solo chiesto chiarezza nei confronti di un personaggio che ha fatto della sua vita privata il suo cavallo di battaglia per il suo ruolo pubblico, e quindi adesso chiediamo con la stessa moneta, delle risposte!
3. Silvio Berlusconi ha riferito alcuni fatti a quanto pare non veri: che Letizia era l’autista di Craxi e che con lui ha discusso di liste elettorali. Giuliano Ferrara le ha definite «le bugie bianche» del premier. D’accordo. Si possono esprimere giudizi negativi su queste risposte. Gli elettori possono trarre le conseguenze che vogliono. Ma secondo lei questa è materia da impeachment?
RISP: Si e no, nel senso che a tutti si può perdonare una piccola bugia, ai bambini soprattutto, ma è il perché sia stata detta che deve far riflettere! E ancora, se le ha dette per una piccola infatuazione innocente, che tutti gli italiani gli possono perdonare, allora per le cose importanti dirà la verità? Mah?
4. Secondo lei è più grave pronunciare queste «bugie bianche» o accusare un uomo, senza prove, di essere un depravato sessuale? Un «malato»?
RISP: Nessuno lo ha mai accusato di essere un depravato, è stata la moglie che ha detto che è un uomo malato!!!

5. Lei che, come dicevamo, si è sempre smarcato da Di Pietro per i suoi toni, non si sente a disagio nel trovarsi ora al suo fianco in questa campagna?
RISP: Ma parlate proprio voi di toni? Quando avete definito in tutti i modi possibili e immaginabili Di Pietro, e non solo lui, ma la lista è lunghissima: Prodi, la sinistra, la Lega quando ce l’avevate contro, Veltroni, tutti quelli che vi si mettono contro li demolite ed usate contro di loro i toni più bassi e volgari!
6. E nessun disagio a trovarsi in sintonia con una Emma Bonino improvvisamente calata nei panni di santa Maria Goretti?
RISP: ma perché non parlate di Fare Futuro e del Secolo XIX? Le prime accuse vengono proprio da li, sapete?
7. Lei ha sempre detto che «bisogna parlare dei problemi reali del Paese». Non si sente fuori posto a inseguire il gossip?
RISP: Non mi pare di inseguire proprio niente, semmai è il capo del governo che vuole il gossip! Mi pare che alla festa ci sia andato di sua spontanea volontà e abbia voluto farsi fotografare per “CHI”…o anche questa è una montatura?
8. La famiglia di Noemi può non apparire simpatica o gradevole agli occhi suoi e di molti altri. Ma lei ha notizia di reati commessi dal signor Letizia? O di suoi rapporti con la malavita? Basta la pacchianeria di capelli brillantinati e di una catena d’oro esibita sul petto a camicia sbottonata per essere camorristi?
RISP: Ma chi ha mai detto o semplicemente alluso a tutto ciò?

9. Non si chiede, lei che è padre di due figlie, come può sopravvivere una ragazza di diciotto anni fatta passare dai giornali di mezzo mondo per una sgualdrina? (Anche qui, mi perdoni la ripetitività: senza mezza prova).
RISP: Questo è l’aspetto peggiore della faccenda ed è proprio per questo che attendiamo delle risposte, non tanto per il capo del governo, ma per la ragazza!
10. Lei l’11 maggio scorso aveva detto a La Stampa: «Non mi interessa la vicenda personale del premier. Su questo ogni italiano si fa la propria opinione ragionando con la propria testa». Come mai adesso dice invece che è «una questione di Stato»?
RISP: Perché invece di rispondere e fare chiarezza si sono date mille versioni contrastanti per spiegare una vicenda semplicissima. La veridicità delle affermazioni di un capo di governo deve essere una “questione di stato”. Chi vuole un capo bugiardo? Lei vorrebbe un capo redattore che le mente spudoratamente? Come farebbe poi a fidarsi di lui?

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