Da un articolo di Repubblica di stamani si legge: E D'Alema affila le armi
"Questo partito va ricostruito"
di MASSIMO GIANNINI
"Le tante, troppe anime perse del partito, senza dirselo esplicitamente, affilano le lame. Tra ex Ds ed ex Margherita divampa il fuoco amico: schermaglie dialettiche, che preparano battaglie politiche. Pierluigi Bersani osserva "per carità, ci siamo salvati, ma 'mo non raccontiamoci la balla che le cose vanno bene...". Telefona a un insoddisfatto D'Alema, che rimanda ogni valutazione pubblica al dopo 21 giugno, e stende i quattro punti programmatici per riancorare a sinistra il partito al congresso di ottobre. Enrico Letta aggiunge "abbiamo evitato il disastro, ma certo non possiamo brindare". Si consulta con un insofferente Rutelli, che convoca i suoi "coraggiosi" per il 3 luglio a Roma, e lancia subito un segnale di fumo all'Udc di Casini. Nel frattempo, il redivivo Walter Veltroni si prepara a "dire la sua" tra qualche giorno, mentre il semprevivo Romano Prodi non aspetta e la dice subito: "Ora è urgente un grande dibattito programmatico e ideologico, che fino ad oggi è mancato".
Come dice Giannini ci sono tante, troppe anime perse nel PD...ma ci sarebbero anche tante anime coraggiose, anime di giovani pronti a riformare questo partito, ma che non hanno spazio. Ritorno su di un tema che mi sfiora appena in termini di sentimenti personali, ma che mi incuriosisce molto: quello di una classe politica oramai col marchio a fuoco del perdente che si ostina tutte le volte a cercare delle spiegazioni, a capire i motivi per i quali prende ceffoni "a tutti i giri" e non si rende conto di come e del perchè! Si legge oggi di D'Alema che affila le armi dichiarando che questo partito va ricostruito. Certo che va ricostruito ma per cortesia non metta bocca nel progetto, si faccia da parte, non perda tempo neanche per preparare acqua e sabbia per la calce. Lasci fare ad altri, altrimenti non avrà futuro questo povero partito!
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