Per chi non avesse ancora capito chi veramente governa il "MONDO" economomicamente quindi alla fine anche politicamente, ecco un bell'articolo di Repubblica che chiarisce un pò le cose, lo scrive MAURIZIO RICCI, ma lo avrei voluto scrivere io, nel senso che se fossi stato giornalista e non semplice blogger, mi sarei dedicato alla faccenda molto volentieri, ed avrei usato toni più indignati di quellq che ha usato il giornalista di Repubblica. Ecco qua:
Virus A, affari d'oro per Big Pharma
Il vaccino vale 10 miliardi di dollari
Già prenotate un miliardo di dosi, business gestito da quattro colossi farmaceutici
Lotta contro il tempo per produrre il medicinale. Al via in Australia i primi test sull'uomo
Forse, alla fine, la pandemia non ci sarà. Forse, il vaccino arriverà troppo tardi. Ma i soldi, nelle casse di Big Pharma, chiamata in fretta e furia a preparare l'antidoto, stanno già entrando a fiumi. È un business da 10 miliardi di dollari: la paura non conosce recessione. Anche se ogni singola dose di vaccino è destinata a costare una decina di euro, infatti, è il volume delle vendite a fare massa. Una delle maggiori banche d'investimento mondiali, J. P. Morgan, ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano già prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi.
Per un controvalore di 3 miliardi di euro, circa 4,3 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi, si è aggiunta la Francia, con un ordine per 94 milioni di dosi e un assegno da 1 miliardo di euro. E la lista è destinata ad allungarsi.
J. P. Morgan stima che, alla fine, ai 600 milioni di dosi già prenotate se ne sommeranno altri 350 milioni, per un'ulteriore fattura di oltre 2 miliardi e mezzo di dollari, più di 1,8 miliardi di euro. Di fatto, per Big Pharma è un affare a colpo sicuro. Il miliardo di dosi prenotate, o in via di prenotazione, è largamente insufficiente a coprire una popolazione mondiale che sfiora i 7 miliardi di persone. Ma è anche, più o meno, il massimo che gli impianti attuali possano produrre, sotto forma di fiale da iniettare (in Europa) o di spray nasale (negli Usa). Non ci saranno rimanenze di magazzino.
A spartirsi questo imponente business dell'influenza suina è un ristretto gruppo di giganti dell'industria farmaceutica: GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca. Accanto ai vaccini antinfluenza ci sono, però, anche le medicine per chi, l'influenza, l'ha già presa. Anche qui, è Big Pharma a dominare il mercato. Anzitutto con il Tamiflu della Roche. E poi con il Relenza, ancora di GlazoSmithKline. Secondo J. P. Morgan, Tamiflu e Relenza porteranno, rispettivamente a Roche e Glaxo, vendite per 1,8 miliardi di dollari nei paesi ricchi, più 1,2 miliardi di dollari nei paesi in via di sviluppo. Complessivamente, altri 3 miliardi di dollari, oltre 2 miliardi di euro. Fra vaccini e medicine, il rischio pandemia vale, per Big Pharma, circa 10 miliardi di dollari.
mercoledì 22 luglio 2009
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2 commenti:
Eh, furbetto... hai tagliato il pezzo più interessante ed equilibrato dell'articolo:
"Di contro, senza i grandi nomi dell'industria farmaceutica, probabilmente, non ci sarebbero né le medicine, né la speranza del vaccino. Cinque anni fa, nell'inverno 2004-2005, negli Usa non si riuscì a mettere insieme le dosi previste di vaccino contro l'influenza ordinaria, prodotte da due aziende relativamente piccole: Aventis Pasteur e Chiron. In effetti, Big Pharma si teneva per lo più lontana da un settore che appariva poco promettente: nel 2004 le vendite complessive di vaccini in generale - non solo per l'influenza - raggiungevano appena gli 8 miliardi di dollari, meno degli incassi di un singolo farmaco fra i più diffusi."
Visto che un po' ne so di queste cose, posso dire che:
- 10mld di giro di affari sono una briciola rispetto ai 700mld del mercato globale
- i vaccini sono stati e sono una benedizione per debellare molte malattie a costi assolutamente ragionevoli; se anche tu sei in salute e hai evitato tante malattie è perché sei stato vaccinato da piccolo; lo stesso sarà per i nostri figli
- sul tema dell'influenza, forse (forse) l'allarme è esagerato, forse qualcuno ci guadagnerà sopra, ma l'ipotesi opposta (sottovalutare il rischio e magari poi contare i morti a migliaia) è molto peggiore e giustamente si è prudenti
- proprio a Siena c'è un centro di eccellenza mondiale sulla ricerca e la produzione di vaccini che dopo il babbo Monte è il principale e meglio qualificato datore di lavoro della città
- infine, ti tranquillizzo: le BigPharma non governano il mondo, i politici (vedi riforma Obama della sanità) hanno un forte potere su di loro perché possono decidere i prezzi dei prodotti. Certo, non è neanche un luogo in cui tutti sono santi, ma quale settore lo è? Sbaglio o non ci si può fidare più neanche dei produttori di Brunello?! ;-)
Un caro saluto,
Carlo
Hai ragione ma non l'ho fatto perché lo volevo tagliare! Comunque grazie per il puntuale commento. E' interessante e corretto quello che dici, resta il fatto che grazie a queste fantomatiche pandemie si innesca un circolo vizioso per cui è giusto prendere provvedimenti (e spendere soldi per finanziare le grosse società farmaceutiche), anche se chissà perché dopo non succede mai nulla, vedi aviaria o suina. Purtroppo poi è sempre il povero, chiamiamolo così, consumatore medio che ne fa le spese. La paura è stata è e sarà sempre la migliore arma con cui poter governare la bestia dormiente, ossia il popolo!
Certe volte la bestia si sveglia, ma non credo che al giorno d'oggi ci siano più i presupposti perché ciò accada!
Ti abbraccio!
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