Devo per forza cominciare questo post con un ringraziamento:
tale Enrico, purtroppo ho solo il nome, ha risposto con mia grande gioia al post precedente intitolato "Battaglia vergogna", e lo ha fatto in maniera veramente precisa e puntigliosa, e per questo lo ringrazio doppiamente. E' ovvio che mi prendo un paio di righe per contro ribattere alle sue affermazioni, visto che comunque non è stato il suo un commento positivo nei confronti del mio post e visto che proprio grazie alla sua opinione differente si può aprire un confronto che in altre sedi ben più importanti si dovrebbe aprire ma, ahimè, non si apre!
Enrico, mi permetto di darti del tu, dovresti aver capito che il mio lavoro sul post precedente, non essendo un esperto del settore, è stato un lavoro di ricerca di fonti, le più precise e affidabili possibile, e così i dati sulle centrali nucleari italiane mai attivate li ho trovati in diversi articoli apparsi su vari quotidiani nazionali nell'ultimo anno. Ammettiamo comunque che le tue fonti o tu direttamente siano più precise e corrette delle mie, detto questo, però, proprio la settimana scorsa ho trovato un altro interessante articolo di Ascanio Vitale (http://www.stopco2.org/StopCO2/Chi%20Siamo.html), che credo dovrebbe ulteriormente aprirci gli occhi sulla presicolosità, il costo e la difficoltà che dovremmo affrontare nel caso volessimo tornare a produrre energia con il Nucleare.
Eccolo qua:
di Ascanio Vitale
La giostra del nucleare italiano ha riaperto. Il Consiglio dei ministri di martedì
ha deliberato i criteri per selezionare i siti delle nuove centrali previste dal governo e i depositi per le scorie. Meno di sei mesi per identificare siti idonei a una lunga lista di requisiti: reperibilità di grandi quantità d’acqua (foci dei fiumi o mare), stabilità sismica, lontananza dai centri abitati, rilevanza tattica in caso di conflitto, facilità dei collegamenti su ferro e gomma, per citarne alcuni. Saranno le aziende interessate alla costruzione dei nuovi impianti a proporre i siti. Se alla diffusa instabilità sismica tipica della nostra penisola si aggiunge l’enorme quantità di acqua necessaria al
raffreddamento dei circuiti idraulici – prima causa di inattività delle centrali durante le calde estati che i cambiamenti climatici ci regalano – le aree possibili si contano sulle dita delle mani. Un sistema di incentivi indorerà la pillola ai comuni limitrofi, molti convinti che la vicinanza alle centrali francesi rappresenti già un rischio imminente, per cui non c’è differenza ad avere 4-5 centrali in più nel nostro Paese, tanto meglio se questo aiuta a sostenere il budget comunale. Peccato che le centinaia di piccoli incidenti e fuoriuscite minori abbiano reso la vita molto difficile agli abitanti delle zone limitrofe. L’aumento delle neoplasie nella popolazione e delle mutazioni genetiche riscontrate nella fauna sono caratteristiche rilevate in molte aree circostanti centrali nucleari o siti di stoccaggio. Il guano dei gabbiani che volano intorno al centro di riprocessamento per scorie nucleari di Sellafield, in Gran Bretagna, ha presentato percentuali consistenti di isotopi radioattivi. Ma in Italia sarà diverso. Un recente servizio della trasmissione Repor t ha raccontato la vita vicino alle centrali nucleari: acqua di falda compromessa, nuovi elettrodotti per la distribuzione, livelli di radioattività superiori alla norma. Questa volta, tuttavia, ci dicono che le centrali verranno costruite secondo i criteri più restrittivi. Quello che succede nei due unici cantieri al mondo dove viene utilizzata la stessa tecnologia prevista in Italia dimostra però come vi siano numerosi punti irrisolti sull’affidabilità degli impianti. I progetti delle due centrali in costruzione in Europa, ad opera di un consorzio di aziende che include Enel tra gli investitori, sono stati dichiarati non idonei sia per la mancanza delle simulazioni di impatto per velivoli di grande taglia, sia per gravi lacune strutturali nell’impostazione dei sistemi di sicurezza. Enel, d’altro canto, preferisce inviare i suoi ingegneri a farsi le ossa sulle centrali di vecchia generazione in costruzione in Slovacchia. Ottima idea, se non fosse che la centrale di Mochovce, che l’azienda sta completando attraverso la controllata Slovenske Electrarne, è priva di guscio di contenimento. Un eventuale incidente aereo sulla centrale o la fuoriuscita di materiale fissile sarebbero una catastrofe. Enel spiega l’assenza di un guscio di contenimento in quanto la caduta di un aereo sulla centrale è un evento improbabile.
L’impostazione strutturale di un impianto generativo nazionale basato su grandi centrali in grado di distribuire energia sulla lunga distanza è di vecchia concezione. L’energia dovrebbe essere generata il più possibile vicino all’utenza per ridurre le ingenti perdite da ritrasformazione e trasporto attraverso gli elettrodotti, i costi, l’inquinamento elettromagnetico. La cosiddetta generazione distribuita, pilastro del futuro energetico mondiale, è osteggiata sia dalla volontà politica di investire nella direzione opposta, sia dalla difficoltà strutturale di creare una nuova rete elettrica intelligente. Il decreto del governo include anche l’identificazione del sito di stoccaggio definitivo. La Francia, paese a maggior concentrazione di nucleare civile al mondo, ha impiegato anni di studi e ancora oggi non possiede una soluzione definitiva per lo stoccaggio delle scorie.
Gli Stati Uniti, dopo oltre 20 anni di studi nel centro di Yukka Mountain, in Nevada, hanno più volte interrotto gli scavi sin dal primo ritrovamento di plutonio in acqua di falda nel 1997, bloccato i lavori dopo la pubblicazione di un rapporto secretato che dimostrava l’inefficacia del guscio argilloso e ad oggi stanno ancora discutendo sull’eventuale scelta di mantenere i rifiuti in un centinaio di centri superficiali, invece che in un unico sito in profondità. Nel paese dove crollano le scuole nelle aree a basso rischio sismico, occorre veramente mettere alla prova questo paese con una tecnologia così pericolosa?
Come vedi sono sempre dell'opinione che quello delle scorie siano un grossissimo problema, non un mero problema ingegneristico e sono sempre dell'avviso che Battaglia abbia aperto il suo articolo la settimana scorsa in modo del tutto folle, soprattutto quando, nel pieno non rispetto della vita umana, ha fatto ammontare solo a tre persone le vittime della tragedia di Chernobyl!!!
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